I libri di Gino


GINO E ROSAMRINO

Non è dolce e non è amara: è Rosmarino!

Rosmarino compie gli anni e riceve in dono una bacchetta magica. Quanto sarebbe stato bello, invece, poter avere dei pattini a rotelle? Ma i pattini a rotelle non si addicono a una fata, che potrebbe cadere, sbucciarsi le ginocchia e sciuparsi gli abiti.

Rosmarino, infatti, è una fata che, però, vorrebbe poter essere strega. Annoiata dalla vita che conduce, tutta rosa e perfetta, decide di inoltrarsi nel bosco per dare libero sfogo alla sua personalità assieme alle altre streghe. Ad accoglierla un gruppo chiassoso, divertenti galoppi in groppa a una scopa volante e rovinose cadute coi capelli scarmigliati, gli abiti sporchi e strapazzati.

Che dirà la mamma quando la vedrà? Inizialmente è convinta che Rosmarino si stancherà presto della vita nel bosco, ma si sbaglia. Raggiungerà, allora, la figlia per rendersi conto che sì, è in disordine e puzza, non sempre ha comportamenti eleganti da fata, ma è carina anche così. E le chiederà, allora, se vuol veramente essere strega. Ed è a questo punto che Rosmarino insegnerà la libertà di essere se stessi: “Io sono Rosmarino. E se voglio divento una strega, e se non voglio posso anche tornare fata”.

Rosmarino è uno splendido albo illustrato di Brigitte Minne e Carll Cneut pubblicato in Italia da Topipittori. Le meravigliose illustrazioni accompagnano il piccolo lettore lungo tutta la narrazione utilizzando un cambio di colore in base agli ambienti: dalle tonalità del rosso e del rosa del mondo delle fate si passa alle tonalità del nero, del grigio e del verde scuro del bosco delle streghe. Sempre, però, ingentilito dal tocco rosa di Rosmarino. I disegni sono raffinati e ricchi di particolari e, oltre a essere estremamente funzionali al racconto, impreziosiscono le pagine con un’attenta riproposizione in chiave grafica della storia.

Qui il bosco scuro non è arcigno, non è pericoloso. Si rivela, anzi, un luogo divertente in cui rilassarsi e lasciarsi andare alle proprie reali inclinazioni e, alla fine, non si contrappone ma si affianca al mondo fatato. La figura della mamma non si esplica nel severo rimprovero, ma nello sguardo attento e amorevole verso la figlia, lasciandola andare e raggiungendola quando necessario e, infine, comprendendola e accogliendola così com’è, con i suoi gusti e la sua personalità.

Un libro delicato per affrontare con i bambini il tema delle proprie aspirazioni, ma anche per ricordare ai genitori l’importanza di rispettare il diritto dei figli di essere se stessi.

S.R.