L'angolo del giallo


IL BRIVIDO DIETRO LA PORTA

Case piene di segreti, strani inquilini, vicini inquietanti… Il pericolo della stanza accanto

Sugli scaffali dei gialli è il momento delle dimore da brivido. Dall’Inghilterra agli Stati Uniti, dall’Italia al Giappone, i nuovi thriller nascondono intrighi e misteri dietro la porta di casa, al piano di sopra, nella villetta di fianco. Il pericolo si annida negli spazi conosciuti, nelle relazioni di cui ci si fida. Scaturisce dai rapporti di forza che si instaurano tra le mura di casa; dalla violenza psicologica, prima che fisica, esercitata da amici e vicini. Così le case, invece di offrire rifugio dal male esterno, diventano ricettacoli di emozioni negative. Di quei grumi neri che ogni personaggio porta dentro di sé: il “cattivo” di turno, certamente. Ma in qualche modo anche la vittima.

Ospiti da evitare. Un invito incauto, un’ingenuità di troppo e… il nemico è già dentro casa, lesto a insediarsi da padrone, a occupare ogni stanza e a distruggere l’esistenza di chi gli ha aperto la porta e il cuore. Due titoli imperdibili: “L’ospite perfetto” dell’americano Herbert Lieberman, tesissimo thriller del 1971 ripubblicato di recente, e “La famiglia del piano di sopra” di Lisa Jewell. In tema inviti pericolosi, inevitabile ripensare a un must come "Dieci piccoli indiani" della Christie. 

Ostilità condominiali. Scale, pianerottoli, portinerie: tutti posti in cui si accumulano malumori, maldicenze, ostilità. Ed ecco “Morte accidentale di un amministratore di condominio”, brioso giallo di Giuseppina Torregrossa. Ma anche il più cupo “Residenza per signore sole” di Togawa Masako, e l’intrigo horror de “L’inquilino del terzo piano” di Roland Topor. 

Vicini poco raccomandabili. Sembrano gente cordiale, famiglie perfette, ma oltre la siepe non tutto è come appare. E stringere amicizie porta guai. Due titoli (anche se non recentissimi): ti afferra e ti fa ridere, a denti stretti, “Vicini di casa” di Thomas Berger, scoppiettante commedia dark con il ritmo di una pièce teatrale. Ti ipnotizza l’inquietante “I buoni vicini” di Sarah Langan.

Case stregate. Dimore “vive”, ostili, piene di trappole. Spazi che cambiano inspiegabilmente, geometrie impossibili come nei quadri di Escher. Case che giocano, maligne, con la psiche dei loro ospiti. I titoli del filone sono tanti, da “Shining” di Stephen King a “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson. Ultimo uscito “Te ne dovevi andare” di Daniel Kehlmann, tutto giocato dentro la mente del protagonista. Da conoscere “Malpertuis” di Jean Ray, capolavoro horror anni Quaranta appena ristampato.

L.T.